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Autore : DonatoBG
ID articolo : 28
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Versione 1.00.02
Data di pubblicazione: 21/3/2012 18:00:00
Numero di letture : 1635


Il Centro prelievi dei Riuniti di Bergamo (Foto by BEPPE BEDOLIS)

Lo scorso 8 marzo il Nursind, il Sindacato delle Professioni infermieristiche, aveva segnalato all'Asl, dopo un sopralluogo al centro Prelievi degli Ospedali Riuniti di Bergamo, «un esagerato sovraffollamento in tutti i locali della struttura». In particolare una situazione evidenziata «nell'atrio esterno, nell'atrio interno di accettazione, nel corridoio interno di smistamento, nel locale amministrativo, nel corridoio dei punti prelievo». «Negli stessi box di prelievo sono compresenti due tavolini per l'effettuazione di più prelievi in contemporanea. L'aria era irrespirabile - ha evidenziato in una lettera all'Asl il sindacato -. La calca delle persone in attesa, esasperante».

Da qui la richeista del Nursind di dapere «se la struttura, con tale carico di attività, sia a norma riguardo alla sicurezza dei locali pubblici e se corrisponda ai criteri di accreditamento previsti dalla normativa regionale/nazionale».

La risposta dell'Asl, diffusa dal Nursind stesso, non si fa attendere e già nella giornata di mercoledì 21 marzo da via Galliccioli arriva il commento sulla situazione del Centro prelievi dell'Ospedale: «Sebbene il centro sia stato interessato da opere di ampliamento e ristrutturazione avvenute nel 2006», che hanno comportato un incremento degli spazi, «si è rilevato un notevole affollamento di utenti nell'area prospiciente l'ingresso, verosimilmente connesso alla modalità di accesso che, come è noto, per le prestazioni di laboratorio avviene senza necessità di appuntamento».

«Questa criticità, ben nota alla Direzione aziendale, non è al momento facilemnte risolvibile per la difficoltà di reperire ulteriori spazi all'interno del presidio da destinare a punto prelievi - continua l'Asl -. Il problema sarà invece risolto nel nuovo ospedale». Poi una novità e un'invito all'ospedale: «La Direzione aziendale sarà invitata a valutare le possibili soluzioni, tra queste, l'eventuale attivazione di un secondo punto prelievi in altro edificio esterno al presidio di via largo Barozzi».

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